Ti piacerebbe la crescita post-traumatica?

CrescitaCrescita post-traumatica?

Mica è una cosa da tutti. Prima perché bisogna avere il trauma e questo mica capita a tutti e poi perché deve arrivare la crescita.

Molto più conosciuto è il DPTS:  Disturbo Post Traumatico da Stress.

Ad esserne vittime sono coloro che in prima persona vivono un esperienza drammatica con una forte carica emotiva. Può essere un incidente stradale, una catastrofe naturale, un attentato, o un evento bellico.

Sembra che di questo disturbo legato ad eventi bellici se ne parli fin dall’Iliade ma la questione è diventata di dominio pubblico a partire dalla guerra del Vietnam.

Chi ritornava dal Vietnam molto spesso, dopo aver vissuto in prima persona atrocità di ogni tipo portava con se dei segni indelebili, a volte non nel corpo, ma solamente nella mente.

Segni che non scomparivano ne con gli psicofarmaci ne con le psicoterapie e che accompagnavano quotidianamente la vita di questi reduci.

Fece molto meno scalpore, anche perché infinitamente meno numeroso e per niente debilitante, un’altro fenomeno: la crescita post-traumatica.

La crescita post-traumatica

Come molti ex reduci avevano la vita sconvolta, altri ed in misura minore, al loro ritorno dal Vietnam erano letteralmente rinati. Quest’ultimi stavano meglio di quando erano partiti; erano diventati più empatici, più compassionevoli, più propensi a darsi da fare per gli altri, più soddisfatti della loro vita.

Motivi per i quali, per parecchio tempo, nessuno si è preoccupato di capire come questo strano fenomeno potesse essere accaduto.

Senza andare tanto lontani nel tempo e/o nello spazio, anche dalle nostre parti alcune persone che hanno subito questo miracoloso cambiamento, a volte già note prima, sono diventate ancora più famose. Due nomi per tutte Bebe Vio e Alex Zanardi.

Il caso di Simona de Robertis

Sabato 8 settembre, al convegno “Destino e coscienza, nuove strade per vivere meglio” ho conosciuto Simona De Robertis. Una bellissima persona “vittima” della crescita post-traumatica.

Con una diagnosi di tumore che le dava ben poche speranze di vita, invece di rassegnarsi e rinchiudersi nel suo dolore, ha rifiutato una lunga terapia con le normali cure (chemioterapia e radioterapia) e ha deciso di fare da sola. 

Così anche Simona, un paio di anni fa, ha avuto il suo momento di notorietà grazie ad alcune trasmissioni televisive che ne hanno dato un immagine ben poco edificante. 

Stando alle diagnosi Simona non dovrebbe essere più tra di noi da più di un anno e invece sabato, con la sua felicità, ha riempito di gioia di vivere e di ottimismo la sala del convegno.

Oggi, nella sua quotidianità Simona aiuta ad affrontare serenamente chi, come lei, si trova di fronte ad una sfida difficile.

Considerazioni finali.

Ogni tanto, le cronache portano alla ribalta le storie di persone che proprio grazie ad un trauma e alla successiva crescita post-traumatica ci riempiono di stupore, meraviglia ed ammirazione per come hanno cambiato la loro vita.

Noi nella nostra normalità continuiamo a sopravvivere, sperando che dal cielo ci piova un futuro più sereno e più felice.

Dal cielo piove solo pioggia, a volte mista a sabbia, se vuoi una vita più serena e più felice, non ti auguro una crescita post-traumatica ma molto più semplicemente che tu scelga consapevolmente di imparare ad essere felice.

 

 

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