Una risata al giorno …

Una risata al giorno …

“Una risata al giorno toglie il medico di torno” tutti sanno che una mela al giorno toglie il medico di torno ma ben pochi conoscono questo nuovo proverbio anche se, fin dall’antichità, si dice che “Il riso fa buon sangue”.

Per quale motivo posso affermare che scientificamente “Una risata al giorno toglie il medico di torno”? Beh questo te lo racconto nella trasmissione che, grazie al Dottor Alessandro Fornaro, ho tenuto su Radiowelness qualche giorno fa e che puoi sentire andando a questo link http://www.radiowellness.it/salute-lo-yoga-della-risata/

O puoi ascoltarlo direttamente qui.


 

Il riso abbonda nella bocca degli stolti

Di origine ignota, questo è un proverbio che purtroppo ben conosciamo tutti.

Molto probabilmente, ce lo siamo sentiti ripetere più e più volte fin da bambini. Così ci siamo convinti che una persona a modo possa ridere solo in particolari situazioni: quando ci raccontano una barzelletta, quando assistiamo ad una scenetta comica e in poche altre occasioni sempre ben regolamentate.

Se fin dalla notte dei tempi si conoscevano i benefici della risata, viene da chiedersi: come mai una azione così salutare della quale tutti possono godere è stata confinata in ambiti così ristretti? Quali vantaggi si possono avere dal fatto di essere circondati da persone tristi e che non stanno tanto bene?

Per rispondere a queste domande dobbiamo fare una serie di considerazioni da un lato sull’evoluzione della storia dell’umanità e dall’altro sull’individuo in un ottica delle neuroscienze e della psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI).

Partiamo da dei dati di fatto. Anche se non ci hai mai pensato devi sapere che priorità per l’essere umano è la sua sopravvivenza e la sopravvivenza della sua specie.

Dai tempi della savana africana ad oggi l’essere umano si è riunito in comunità via via sempre più complesse: dalle piccole comunità (branco) di nomadi, raccoglitori e cacciatori ai moderni stati più o meno democratici. 

Nel branco l’individuo più autorevole, il capobranco, era quello in grado di dare i migliori consigli utili alla sopravvivenza del gruppo. Con il passare dei millenni e con l’aumentare della dimensione e della complessità del gruppo, il capobranco si è trasformato in re o sacerdote e si è circondato di funzionari. Quest’ultimi, sempre mirando anche alla loro sopravvivenza, come primo compito, avevano quello di difendere il nuovo capobranco da qualsiasi possibile aggressione.

E qui si può dire che siano iniziati i primi veri problemi per la risata. 

Se sei saggio ridi

Questo aforisma, non molto conosciuto, è stato coniato da un certo Marziale poeta vissuto a cavallo dell’anno zero. Per saperne di più su Marziale puoi andare a questo link https://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-imperiale/marziale-vita-opere.html .

Ti ho riportato questo aforisma proprio per il fatto che questo Marziale pur non sapendo nulla di neuroscienze e di PNEI, aveva intuito uno degli straordinari benefici della risata. Per tutta una serie di meccanismi neuro-endocrini e fisiologici, che qui sono lunghi da spiegare, la risata sviluppa le capacità di analisi, quelle logico-cognitive e anche quelle creative. Non solo ma, grazie all’intervento dei neuroni specchio, la risata favorisce  l’empatia e lo spirito di condivisione.

Sappiamo dalla storia che solo al giullare del re era permesso ridere e fare lo spiritoso. Ma anche il giullare se si spingeva troppo avanti ci rimetteva la testa dato che con le sue spiritosaggini metteva in seria discussione tutto l’apparato sul quale il rè sosteneva il suo potere.

Purtroppo, con l’aumentare del numero di individui delle comunità, è aumentata anche la distanza tra i capobranco e i componenti del branco e sono nati tanti sotto-branchi ognuno dei quali ha il suo re che si circonda di funzionari che gli assicurino di proteggere la sua sopravvivenza.

 

 

Lascio a te il compito di scoprire in quanti sotto-branchi sia oggi suddivisa la nostra comunità. E di conseguenza quanti siano i re e i funzionari che, nella gran parte dei casi mirano più alla loro sopravvivenza che al bene del branco.

Una risata vi farà risorgere

Questa è esattamente l’opposto del più noto “Una risate vi seppellirà”; motto, di origini incerte, forse latine, andato di moda durante i movimenti studenteschi del ’68. Purtroppo impiegato in modo maldestro ha fatto si che, ancora una volta, i reali e potenti benefici della risata siano stati nascosti.

Proprio portando l’attenzione agli spetti satirici, di scherno e di derisione prodotti dalla risata, non si è guardato agli aspetti di saluto-genesi fisica, psichica e relazionale che nascono da questo atto.

“E’ più facile spostare una montagna che abbattere un pregiudizio” ci ricordava Albert Einstein e nel caso della risata di pregiudizi ce ne sono a montagne.

Quindi … non ci resta che ridere 


 

  

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