20 marzo: Giornata Internazionale della Felicità

20 Marzo

20 marzo, anche quest’anno si celebra la giornata Internazionale della Felicità … ma nessuno ne parla. 

Ogni giorno ormai è dedicato internazionalmente a qualche cosa: alla donna, ai diabete, alla pace, alla lettura, a questo e a quello e tutti i giornali e le televisioni ne parlano, riempiono pagine e consumano ore per dire quanto fa bene questo e quanto fa male quello, quanto è buono questo e quanto è buono quello.

Ma perché della Felicità non se ne parla? Perché?

Perché la Felicità è pericolosa

Il pericolo della felicità

il 20 marzo è stato scelto come giornata internazionale della Felicità dato che è il primo giorno di primavera, il giorno del risveglio della natura: germogliano le piante, i rigori del freddo invernale si attenuano, rifiorisce la vita.

E tutto questo accade anche a chi ritrova la sua felicità e come in natura, con la primavera, tutto riprende vigore, anche quando ritrovi la tua felicità passi dallo stato di torpore della confort zone ad un risveglio che ti fa riprendere le redini della tua vita.

Così, quando scopri che la tua vita dipende dalle scelte che tu poi fare momento dopo momento, scopri che la felicità è la madre della tua libertà. 

Ed ecco perché in un sistema economicamente e socialmente sempre più fragile il solo parlare di felicità non fa altro che indebolire ulteriormente questo castello di carte che tutti i giorni ci viene presentato sotto le false spoglie di progresso, sviluppo, benessere.

La libertà di non essere felici

Siamo circondati dal benessere e stiamo trasformando il mondo in una gigantesca pattumiera. Lo sviluppo è inarrestabile tant’è che ormai le guerre si combattono con i droni. Il progresso rende possibili cose fino a poco tempo fa inimmaginabili come spostare ingenti ricchezze con un semplice clic su una tastiera.

Tutto ciò ci rende liberi di scegliere il nostro shampo preferito, di alimentarci con magici estratti super-nutrienti provenienti dall’altro capo del mondo e di divertirci nei modi più impensabili.

Tutto ciò ci rende liberi di fare qualsiasi cosa purché non ti azzardi a chiederti il perché di quello che stai facendo.

Infatti se ti ti fermi un attimo e ti chiedi il perché continui a rincorrere tutto ciò, ti rendi conto di essere come il criceto che, senza rendersene conto, corre all’infinito senza mai muoversi da dov’è.

Hai tutte le libertà tranne quella di essere felice.

La felicità di essere liberi.

Essere liberi significa scoprire che la vera causa delle tue paure sta  nei tuoi pregiudizi che ti impediscono di vedere la realtà.

Essere liberi significa scoprire che rincorrere piaceri e divertimenti crea ansia e stress mentre senza tanto correre solo nel qui e ora puoi godere le vere gioie della vita.

Essere liberi significa comprendere che non è la competizione ma la cooperazione la più potente energia per lo sviluppo.

Essere liberi ti fa capire che non sono le guerre a portare la pace ma solo l’amore.

Essere liberi significa comprendere che la tua felicità dipende solo da quello che sei e non da quello che hai.

Essere liberi ti fa capire che solo cambiando te stesso o te stessa puoi veramente cambiare il mondo.

E quando hai imparato ad essere libero, perché hai ritrovato la tua felicità, sei più pericoloso di un hacker perché puoi dare il buon esempio e diventare come un virus che contagia gli altri.

Anche per questo, anche oggi 20 marzo è meglio non parlare di felicità.     

Ma se proprio vuoi saperne di più su che cosa sia e a che cosa serva la Felicità puoi andare a questo link https://goo.gl/pnYD6V

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