Il denaro, quando da la felicità?

Il denaro da la felicità?

Il denaro non da la felicità!

Ce lo siamo sempre sentiti ripetere. Però siamo tutti impegnati a guadagnare denaro e non pochi si danno da fare per guadagnare sempre più denaro. E allora come si spiega questa cosa?

Siamo tutti esseri unici e meravigliosi ma forse non siamo perfetti. Nel senso che, forse spesso, facciamo delle cose che non hanno un gran senso per il nostro benessere e la nostra felicità. E forse, altrettanto spesso, impegniamo un sacco delle nostre energie per fare delle cose che a lungo andare ci creano non pochi disturbi.

In una sua famosa frase il Dalai Lama dice “Gli esseri umani sono veramente sorprendenti, perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto ansiosamente al futuro che dimenticano di vivere il presente; in tal modo non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”

Il Papero più ricco del mondo.

Ritornando all’infanzia molti di noi ricordano Paperon De Paperoni, che era solito farsi i bagno nei suoi forzieri pieni di dollari e dobloni d’oro. Ma, tranne quando si immergeva nei suoi tesori, Paperon de Paperoni, il più delle volte non appariva per nulla infelice. Sempre in ansia con il timore che qualcuno potesse derubarlo dei suoi tesori.

In tutt’altro ambito, un tal Daniel Kanheman, psicologo e premio Nobel per l’Economia nel 2002, ha effettuato un’interessante ricerca sulla relazione tra denaro e felicità. Analizzando un campione di 600.000 individui è arrivato alla conclusione che il reddito massimo per essere felici è di 60.000 dollari.

Certo un bel reddito ma non da capogiro. D’altra parte sempre nella stessa ricerca risulta che anche un reddito di molto inferiore ai 60.000 dollari offre la possibilità di essere felici. Al contrario, superati i 60.000 dollari, per quanto il reddito aumenti, la possibilità di essere felici non aumenta per nulla. Ciò nonostante sembra proprio che il sistema attuale permetta di accumulare denaro proprio a chi più ne ha già in abbondanza. E chi è povero sembra destinato a non venirne fuori.

La felicità è una scelta. Anche per i poveri?

Abbiamo sempre sostenuto che la felicità sia una scelta e anche i poveri possono essere felici? Se per la felicità, superata una certa soglia di reddito, non vi sono possibilità di miglioramento, dall’altra parte la faccenda è un po’ più complicata.

Chi è povero, deve fare i conti con l’istinto di sopravvivenza in modo reale. Sappiamo che quando c’è di mezzo la sopravvivenza lo stress la fa da padrone. Quando sei sotto stress, affrontare serenamente ed in modo costruttivo le prove che la vita ti propone, se non impossibile, è certamente estremamente difficile. Ed ecco che è molto difficile trovare tra i poveri delle persone felici. Per questo, di solito, tra le classi meno abbienti c’è più rabbia, più delinquenza, più alcolismo, più disperazione. Non solo ma sembra proprio che chi è povero voglia restare povero. E se invece non fosse proprio così?

A volte capita di sentirsi poveri ma di non esserlo veramente. Si pensa di essere poveri e ci si sente poveri, solo perché vittime di una serie di pregiudizi e convinzioni limitanti, che contribuiscono a renderci infelici. Allora che cosa puoi fare? Con un semplice clic, a questo link, puoi trovare tanti semplici, utili e pratici suggerimenti.

Nel video che segue delle interessanti riflessioni su cause e conseguenze della povertà. Buona visione

 

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