L’urlo della felicità

L'urlo della Felicità
L’urlo della Felicità

“Inseguendo l’urlo: il primo e ultimo giorno di guerra alle droghe” questo il titolo italiano del libro di Johann Hari del quale, in questo post, ho già scritto lo scorso anno.

Ne scrivo ancora per due motivi

Il primo motivo è che in parlamento si sta discutendo una legge per la liberalizzazione delle droghe. E visto che in questo libro si si raccontano i risultati di una ricerca durata due anni, averlo a disposizione in italiano potrebbe essere utile per fare chiarezza su molte questioni.

Il secondo è perché grazie a TED.com, l’autore del libro ce ne fa una sintesi in meno di 15 minuti.

Ascoltare che cosa ha scoperto Johann può essere molto interessante per conoscere cose delle quali nessuno ti ha mai parlato. Anche perché dalle nostre parti, anche quando si fanno le leggi, certe cose è comunque meglio non saperle.

Come nasce la tossicodipendenza?

Tutti sappiamo che la trappola della droga sta nel creare una dipendenza chimica che ti imprigiona.

Ben pochi però, sanno che questa idea è nata ed è stata diffusa grazie ad una ricerca svolta con modalità prive di qualsiasi fondamento scientifico. Infatti viene da chiedersi:” Come mai chi deve assumere le stesse droghe per fini terapeutici non diventa dipendente dalle stesse?” E ancora, quale tipo di dipendenza chimica imprigiona chi resta vittima della ludopatia?

Come al solito, di fronte ad un problema, il desiderio di dimostrare la propria efficienza fa si che si prenda il sintomo per causa. Così invece di cercare di comprendere le causa si cerca, in qualche modo, di eliminare il sintomo.

Che cosa accade con la tossicodipendenza?

L’assunzione di droga per fini terapeutici, attenua in modo sensibile il dolore causato dalla patologia. Quando con il superamento della patologia scompare il dolore, l’assunzione della droga non è più necessaria. Il superamento della patologia libera dalla tossicodipendenza.

“L’uomo è un animale politico” ma a volte la “polis” nella quale vivi, non fa altro che porti un ostacolo dopo l’altro, senza farti intravedere una possibile via di fuga. Vivi con una sensazione di morte interna che ti accompagna quotidianamente.

Quando ti trovi in questa situazione sei disposto a tutto pur di avere almeno la”sensazione” di essere ancora vivo. L’assunzione di droghe, anche se in modo del tutto illusorio e temporaneo, mentre ti “dona” una grande sensazione di piacere, ti fa sentire vivo.

Il tuo bisogno di felicità è troppo grande, è incontenibile e questo non è normale, sei un pericolo pubblico.

Come ci si libera dalla tossicodipendenza?

Trovando una “polis” che ti dia la possibilità di sentirti nuovamente vivo.

Ritrovando un ambiente che ti accetti con i tuoi limiti ma soprattutto con le tue potenzialità. Ritrovando un ambiente che ti permetta di esprimerti, che ascolti il tuo bisogno di condividere le tue paure e i tuoi sogni.

Ma sogni e paure sono difficili da misurare, su sogni e paure non è semplice costruire un protocollo. Così tot grammi di droga sono sostituiti con tot grammi di farmaco.

Non è cambiato nulla, ma ora la droga te la passa la ULSS sei nuovamente “normale” e così non rappresenti più un pericolo pubblico.

Eppure basterebbe solo un po’ di felicità. Un altro mondo è possibile.

Buona visione

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