Se ci fosse il reddito di felicita?

Reddito di Felicità
Reddito di Felicità

Ogni tanto in Italia si parla di reddito di cittadinanza ma sembra che non se ne venga fuori.

In altri paesi come la Svizzera e l’Olanda invece, si sta mettendo in pratica il reddito minimo di Felicità.

I soldi non fanno la felicità, ma … nella miseria è molto difficile essere sereni e tra bollette da pagare, difficoltà a comperarsi da mangiare o impossibilità di comperare quei farmaci di cui abbiamo bisogno, figuriamoci se ci parlano di Felicità: magari ci scappa un bel “vaffa…”.

A ben guardare, quindi, sembra che non ci sia una grande differenza tra reddito di cittadinanza e reddito minimo di felicità. Se riuscissimo a dare a tutti la possibilità di avere garantite le necessità di base, vorrebbe dire fare un gran passo avanti verso la felicita di tutti.

Che cosa si fa in Europa?

A Losanna, in Svizzera, Leonore Porchet, leader del partito dei verdi di Losanna (classe 1989) é la promotrice di un progetto che prevede il reddito minimo di felicità. Leonore sostiene che garantendo un minimo per le necessità di base si stimolerà tutta la popolazione a lanciarsi in nuove iniziative che miglioreranno l’inclusione sociale e l’innovazione.

In Olanda, su un progetto dell’Università di Utrecht, a partire da gennaio, un campione di 300 persone sta già ricevendo un reddito di 900 Euro che manterrà anche nel caso trovi un lavoro. Il responsabile del comune di Utrecht sostiene che in tal modo le persone,  liberate dall’angoscia della sopravvivenza, saranno motivate a darsi da fare per realizzare sé stesse e trovare un lavoro che risponda alle loro aspettative.

Naturalmente i detrattori non mancano e sostengono che queste iniziative porterebbero a nuovo spreco di denaro pubblico per mantenere oziosi nullafacenti ma la storia ci insegna che proprio non è così.

Dal 1974 al 1979 nella città canadese di Dauphin viene garantito a tutti un reddito minimo; i risultati riportati nel report “The town with no poverty” pubblicato nel 2011 evidenziano che l’aumento del reddito ha portato alla diminuzione della povertà, ad un aumento del livello di istruzione e ad una sensibile diminuzione dei costi sociali per cure psicologiche della popolazione.

Alla fine dei conti nel bilancio della felicità anche il denaro fa la sua parte ma ne basta molto meno di quanto si è soliti pensare.

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