Ma a cosa serve la felicità?

Il Villaggio Felice
Il Villaggio Felice

Quella che segue è la traduzione di questo articolo di Mark Williamson Presidente di Action for Happiness, comparso sul Guardian.com qualche tempo fa. I link che trovi nell’articolo rimandano ad approfondimenti specifici.

Ma cosa serve la felicità?

Le persone reagiscono a questa domanda in modi sorprendentemente diversi. Alcuni suggeriscono che ci sono cose ben più importanti di cui preoccuparsi; altri vedono la felicità come qualcosa di vitale importanza e che, in ultima analisi, ogni essere umano vuole nella vita.

Per esplorare questo enigma, dobbiamo iniziare a guardare che cosa in realtà è la felicità.

La felicità è collegata a come ci sentiamo, ma è più di un semplice stato d’animo passeggero. Siamo esseri emotivi e sperimentiamo una vasta gamma di emozioni ogni giorno.

Le emozioni distruttive – come la paura e la rabbia – ci aiutano a fuggire dal pericolo o a difendere noi stessi. Mentre le emozioni positive – come il piacere e la speranza – ci aiutano a connetterci con gli altri e costruire la nostra capacità affrontare le prove della vita, quando le cose si complicano.

Per vivere una vita felice non è che dobbiamo negare le emozioni distruttive o far finta di esser sempre contenti. Tutti noi incontriamo delle difficoltà avversità ed è del tutto naturale per noi sentire la rabbia, la tristezza, la frustrazione e altre emozioni distruttive. Sostenere il contrario sarebbe negare parte della condizione umana.

La felicità consiste nell’utilizzare al meglio i periodi favorevoli ma anche affrontare in modo sereno ed efficacie le inevitabili situazioni difficili così da ottenere la migliore qualità della vita possibile.

O, per usare le parole del biochimico Matthieu Ricard, diventato monaco buddista: “La felicità è un profondo senso di rigogliosa abbondanza, non una mera sensazione piacevole o un’emozione passeggera, ma un ottimo e consolidato stato dell’ essere.”

Un equivoco popolare riguardo alla felicità è che le persone felici sono in qualche modo più pigre o inefficaci.

A dire il vero la ricerca scientifica mostra che è vero il contrario: la felicità non è solo sentirsi bene, ma in realtà porta ad una vasta gamma di benefici per la nostra attività, la salute, le relazioni interpersonali e molto altro ancora.

Ad esempio, gli economisti della Warwick University hanno fatto visionare a diversi gruppi di persone un filmato positivo o un filmato neutro, quindi hanno chiesto loro di svolgere compiti di lavoro standard. Le persone che erano state indotte a sentirsi felici sono stata l’ 11% più produttive rispetto alle altre, anche dopo aggiustamento dell’età, del Q.I. e di altri fattori. Allo stesso modo, i ricercatori della Wharton Business School hanno scoperto che le aziende con dipendenti felici ottengono, di anno in anno, risultati migliori nel mercato azionario e di un team di UCL ha scoperto che le persone che sono felici quando sono giovani adulti continuano a guadagnare più dei loro coetanei più tardi nella vita.

Nel settore della sanità, i medici che sono felici eseguono diagnosi più esatte e in un tempo minore, anche se questa felicità è stata indotta semplicemente dando loro una semplice caramella.

In materia di istruzione, le scuole che si concentrano sul benessere sociale ed emotivo dei bambini sperimentano notevoli benefici nei risultati scolastici e un sensibile miglioramento nel comportamento degli alunni.

La Felicità è stata lo strumento per ottenere migliori processi decisionali e una maggiore creatività.

Quindi, sembra proprio che non sia il successo la chiave per la felicità, ma la ricerca mostra esattamente il contrario vale a dire che potrebbe proprio essere la felicità la chiave del successo.

Ma la Felicità non ci aiuta solo a funzionare meglio: la felicità porta anche notevoli vantaggi per la società nel suo complesso.

Ad esempio, una comparazione di più di 160 studi ha trovato “prove chiare e convincenti” che le persone felici hanno una migliore salute generale e vivono più a lungo rispetto ai loro coetanei meno felici.

Le persone felici hanno circa la metà delle probabilità di prendere il virus del raffreddore e hanno un rischio inferiore del 50% di essere colpite da un evento cardiovascolare, come un infarto o un ictus.

Le persone più felici sono anche meno propense a farsi coinvolgere in comportamenti a rischio – ad esempio, sono più attente nell’indossare le cinture di sicurezza e hanno meno probabilità di essere coinvolte in incidenti stradali.

Le persone più felici anche finanziariamente sono più responsabili, così sono più propense al risparmio e controllano meglio le loro spese .

Ma forse la cosa più importante di tutte è che le persone più felici sono più propensi a dare un contributo positivo alla società. In particolare, sono più propensi a votare, fare volontariato e partecipare alle attività pubbliche.

Queste persone hanno anche un maggior rispetto per la legge e l’ordine e offrono più aiuto agli altri.

Poi è stato provato che la felicità è anche contagiosa, così che le persone più felici aiutano le persone intorno a loro di diventare più felici.

Un ampio studio sul British Medical Journal ha seguito le persone oltre i 20 anni e ha scoperto che la loro felicità influenza gli altri nelle loro reti attraverso “tre gradi di separazione “. In altre parole, quando siamo felici questo ha un impatto misurabile sulla stato d’animo dell’amico di un amico di nostro amico.

Quando però si valuta la felicità di tutta la società, la triste verità è che negli ultimi decenni siamo diventati sostanzialmente più ricchi ma meno felici.

I benefici positivi di redditi più elevati sono stati indeboliti dalla crescente disuguaglianza facendo cadere i livelli di fiducia e di coesione sociale.

Abbiamo anche raggiunto il punto in cui la cattiva salute mentale è una delle nostre più grandi sfide sociali – causando nella nostra società più sofferenza della disoccupazione o della povertà.

Questo è il motivo per cui un numero crescente di politici e dirigenti sempre più chiede misure di sviluppo basate sulla qualità della vita intesa come ben-essere umano e felicità, e non solo su fattori economici come la crescita del PIL.

Qui nel Regno Unito, il governo ha introdotto un programma per misurare il benessere nazionale , e figure influenti – tra cui l’ex segretario di gabinetto Gus O’Donnell – chiedono che il ben-essere diventi la misura complessiva dello sviluppo e la guida principale per l’ordine pubblico.

Questo spostamento verso la felicità come priorità è importante perché questo rappresenta anche quello che vuole la maggioranza delle persone. In un sondaggio YouGov commissionato da Action for Happiness, la maggioranza (87%) degli adulti britannici ha detto che preferirebbe una società con un alto livello di “felicità e di ben-essere generale”, piuttosto che un aumento della ricchezza complessiva” (8%). I risultati sono stati coerenti in tutte le regioni, gruppi di età e classi sociali.

Quindi la felicità è importante – l’evidenza scientifica è convincente. La ricerca della felicità non è un simpatico gadget nice-to-have o un bene di lusso; si tratta di aiutare le persone a vivere una vita migliore e a creare una società più produttiva, sana e coesa.

Come diceva Aristotele: “La felicità è il significato e lo scopo della vita, il bene sommo e il fine ultimo dell’esistenza umana.”

Naturalmente, essere felici non è una panacea magica. Anche le persone felici si ammalano e perdono i propri cari – e non tutte le persone felici sono efficienti, creative o generose. Ma, a parità di altre situazioni, la felicità porta vantaggi sostanziali.

Forse il suggerimento più potente di tutti viene, non dalla ricerca, ma dalle risposte che ho sentito da molte centinaia di genitori quando si chiede loro quello che vogliono prima di tutto per i loro figli. Quasi tutti dicono qualcosa del tipo: “. Io in realtà voglio solo che loro siano felici”

La felicità è la cosa che vogliamo di più per le persone che amiamo di più.

Ecco perché la Felicità è tanto importante.

Mark Williamson è direttore di  Action for Happiness

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