Qual’è la felicità del tapis roulant?

La felicità del tapis-roulant

Quando corri sul tapis roulant, corri, corri, corri e non arrivi mai da nessuna parte.

La felicità del tapis roulant, così l’ha chiamata il padre della psicologia positiva, Martin Seligman, è proprio quella felicità che non riesci mai a raggiungere, o nella migliore delle ipotesi, quella felicità che dura un attimo.

La felicità del tapis roulant è proprio quella che, in un modo o nell’altro, ci viene continuamente proposta dal sistema economico nel quale viviamo e che trova la sua massima espressione nella pubblicità di carta stampata e televisione.

A conferma di quanto detto puoi leggere l’articolo che trovi a questo link, nel quale si spiega per filo e per segno che proprio questa è la felicità, con tanto di studiosi che lo “dimostrano scientificamente”

In pratica, come si legge nell’articolo,  potrai essere felice solo quando avrai questo o quello, quando sarai più magra o più muscoloso, quando sarai più adulto o quando eri più giovane: insomma ovunque tu sia, chiunque tu sia e qualsiasi cosa tu faccia, qui e ora non puoi essere felice ma il bello è che raggiunto il tuo agognato traguardo, non sarai per niente felice.

A parte che questa regola contraddice in modo evidente  una delle quattro regole fondamentali della felicità - le trovi chiaramente elencate in questo post – chi ha scritto l’articolo e gli “scienziati” che hanno dimostrato scientificamente che questa è la felicità, di che cosa sia quello che per Aristotele è il bene sommo per l’essere umano proprio non sanno nulla perchè altrimenti saprebbero che la felicità è uno stato consolidato legato a dei precisi fattori neuro-endocrini che donano uno stato di equilibrio e non un continuo altalenarsi di sensazioni piacevoli e di stati di angoscia.

Infatti la felicità del tapis roulant è frutto del funzionamento anomalo del ciclo della dopamina; lo stesso funzionamento anomalo di questo neurotrasmettitore porta alla dipendenza da gioco, alla tossicodipendenza, agli acquisti compulsivi, alla bulimia e a tutte quelle altre forme di “patologie” del comportamento che spingono ad azioni che tutti noi consideriamo tipiche di chi è profondamente infelice.

E allora magari ti chiederai: “Come mai il sistema nel quale viviamo ci propone di conquistare la felicità utilizzando gli stessi meccanismi neuro-biologici che di solito sono tipici delle persone infelici?”

Forse una risposta la puoi trovare approfondendo la conoscenza del ciclo della dopamina che quando raggiungie il massimo del suo squilibrio porta alla schizofrenia che nelle sue varie forme si manifesta attraverso pensieri dissociati, idee fisse, allucinazioni e deliri o disorganizzazione comportamentale.

Viene quasi da pensare che il sistema nel quale viviamo, che per continuare nella sua crescita pubblicizza comportamenti a rischio di schizofrenia, sia a sua volta colpito da questo disturbo del comportamento.

Lascio a te le conclusioni e

  1. ricordandoti che la pratica migliore per stare bene e di evitare ciò che ci fa stare male, anche quando sembra darci qualche forma di piacere, ti suggerisco di tenerti più alla larga possibile dalla felicità del tapis roulant e da tutte le sue proposte
  2. convinto che la felicità possa esistere, anche per te semplicemente nel qui ed ora, ti invito a guardare questo video che non ti chiede di fare nulla nè ti promette nulla, devi solo godertelo adesso.

Felice giornata con una sana risata

 

1 comment to Qual’è la felicità del tapis roulant?

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