Harvard da conferma a La Palestra della Felicità

L’Università di Harvard è certamente una delle più prestigiose e probabilmente una delle più innovative sedi universitarie del mondo.

Ad Harvard nel 2002 Tal Ben-Shaar diede il via a quello che è stato il primo corso universitario di Felicità in una facoltà di Economia e oggi, dopo 10 anni, sempre da Harvard giungono sempre più conferme di quella che è anche stata l’idea fondante de La Palestra della Felicità: imparare ad essere felici è facile e produce risultati straordinari anche nel mondo del business (vedi questa pagina pubblicata il 6 giugno 2009).

Su Harvard Business Review,  è comparso in questi giorni articolo di Shawn Achor, lo puoi trovare in inglese a questo link , che riporta alcune informazioni importanti e alcuni dati significativi.

Shawan Achor, psicologo formatosi proprio ad Harvard, (puoi vedere in questo post – con sottotitoli in italiano – una sua interessante conferenza) in primo luogo smonta uno dei grandi falsi miti che ci circondano: pensare che la rincorsa al successo porti alla felicità è una misera illusione, al contrario è molto più facile che un’azienda con persone felici raggiunga traguardi importanti in modo molto più semplice.

Tra le varie considerazioni riportate nell’articolo due sono certamente significative.

La prima riporta del rendimento superiore di $ 21,00 per mq nei punti vendita con personale felice: un bel risultato che a fine anno, nell’insieme della catena, è diventato $ 32 milioni di fatturato in più.

La seconda, per certi versi ancora più significativa ha visto che, un ambiente di lavoro triste e stressante, mediamente si porta via 15 giorni di lavoro all’anno per ogni dipendente e qui ognuno può fare i suoi conti.

Ma come fare in un periodo come questo portare la felicità in azienda?

Si tratta semplicemente di imparare ad ascoltare sè stessi e il mondo con curiosità e senza pregiudizi, imparare a condividere idee ed esperienze, imparare ad affrontare le difficoltà con gioia invece che con il panico, imparare a cooperare invece che competere.

L’idea che la competizione porti sviluppo è u’idea vecchia di due secoli che nel mondo globalizzato può solo rallentare lo sviluppo di un mondo nel quale la felicità sia un bene alla portata di tutti … lo diceva anche Henry Ford : Il progresso e tale solo quando è per tutti,

Forse qualche suggerimento può venire dal video che segue e per  ricevere tutte le informazioni puoi andare a questa pagina

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